Presentazione

di e con
Michele Cremaschi, Michele Eynard, Anna Fascendini e Federica Molteni
regia
Michele Eynard
Disegni di Michele Eynard e Alessandro Testa
Animazioni di Alessandro Testa, Andrea Cremaschi e Michele Cremaschi
Consulenza coreografica di Mirella Rosso e Marta Bevilacqua
Costumi di Marinella Tasca
Arrangiamenti musicali di Pier Frugnoli
La voce di Dio è di Vadim Galytsin
età
Dai 5 ai 99 anni
durata
55 minuti

Sinossi

Nei giorni che precedono la creazione del mondo, la Custode della Sapienza controlla idisegnatori di tutte le cose che creano il mondo attraverso i disegni. Un gruppo di amici compie esperimenti proibiti, violando le regole della creazione. Scoperti e costretti a produrre miliardi di mosche, i ribelli non smettono di inseguire il sogno. Il potere della fantasia sarà più forte di qualsiasi regola. Animazioni video e attori interagiscono e si fondono, a metà tra cartone animato e physical theater.

Presentazione Spettacolo

La storia è ispirata a “La fabbrica delle farfalle” di Gioconda Belli e al fumetto “Trino” di Altan.

Siamo nei giorni che precedono la creazione del mondo. Lo spazio è popolato dai bozzetti in bianco e nero di tutto quello che esisterà. C’è una sorta di divinità, la Custode della Sapienza, che deve rendere conto ad un imprenditore che ci mette i soldi. Diretti dipendenti della Custode sono i “disegnatori di tutte le cose” che, disegnando, creano il mondo. Tra questi un gruppo di amici particolarmente trasgressivi che compiono esperimenti proibiti alla ricerca di combinazioni stravaganti e sorprendenti, contravvenendo così alle “regole della creazione”.

Colti in flagrante mentre progettano una creatura “non regolamentare” sono costretti a rimettersi in riga. D’ora in poi, se vorranno ancora creare, potranno farlo solo nel noiosissimo “laboratorio 14”, luogo destinato alla produzione dei miliardi di mosche che popoleranno la terra, e gestito da una sorta di vecchio bibliotecario ammuffito. Un disegnatore si ribella e viene licenziato. Gli altri tentano di adattarsi al nuovo lavoro, ma nel profondo non riescono ad adeguarsi ad una vita monotona e ripetitiva. In particolare uno dei quattro non vuole smettere di inseguire il suo sogno nel cassetto: un fiore che vola.

Alla fine la sua costanza viene premiata. Il progetto iniziale del mondo viene modificato senza avere l’approvazione dall’alto, ma forse questa volta il potere della fantasia e della bellezza saranno più forti di qualsiasi regola.

 

Linee e motivazioni artistiche del progetto

Il tema centrale dello spettacolo è costituito dalle scelte di vita che ciascuno di noi è chiamato a fare, e lo sprone a ricercare il coraggio di perseguire le proprie ispirazioni piuttosto che piegarle alle circostanze. La possibilità di disegnare il mondo che ci piace piuttosto che farsi piacere quello che si è costretti a disegnare.

Il mondo in costruzione si presenta come una specie di lay-out, dove tutti gli elementi sono solo abbozzati. La scenografia è costituita essenzialmente dai corpi stessi degli attori, che interagiscono e si mischiano con le immagini video che fanno da sfondo costante all’azione teatrale.

Al movimento dei corpi è affidata di volta in volta la rappresentazione di ambienti, oggetti, elementi naturali e stati d’animo. Questo impegna gli attori in una continua metamorfosi che restituisce al pubblico il senso della ricerca creativa di una forma, in un gioco estremo tra corpo e immagine.

Le animazioni video diventano di volta in volta ambientazione, mondo interiore, scenografia o personaggi con cui gli attori interagisco e si fondono, nella ricerca di un linguaggio a metà tra cartone animato e physical theater.

La parola diviene esclusiva del Dio-imprenditore che ha commissionato il progetto del mondo, mentre la ricerca stilistica sui personaggi è ispirata alla gestualità dei film muti, in un rapporto strettissimo tra movimento e musica.

I disegni a matita che si compongono sullo schermo raccontano di un mondo solo abbozzato e in via di formazione. Un mondo provvisorio, incompleto, dove tutto è ancora possibile purché non ci si fermi alle regole decise una volta per tutte, ma si abbia sempre il coraggio di cercare altre vie.